Dal 1° gennaio 2026 (per gli enti con esercizio coincidente con l’anno solare) il regime fiscale degli ETS iscritti al RUNTS entra nella sua fase pienamente operativa. Di conseguenza, diventa essenziale non arrivare a fine esercizio “alla cieca”: alcune valutazioni fiscali dipendono da dati che emergono solo a consuntivo e possono portare, ex post, a un rischio di “commercialità” una volta chiuso e approvato il bilancio. La novità principale è il collegamento più stretto tra bilancio e fiscalità.
Perché dal 2026 cambia il modo di gestire la qualifica fiscale
Il punto centrale è che l’art. 79 del Codice del Terzo Settore impone di valutare le attività non solo in base alle finalità, ma anche in base alle modalità di svolgimento e al loro equilibrio economico (rapporto tra corrispettivi e costi), oltre che a richiedere una verifica complessiva di commercialità riferita all’attività dell’ente nel suo insieme. In altre parole: non basta svolgere attività di interesse generale; conta anche se, e in che misura, tali attività sono svolte con modalità non commerciali oppure con modalità commerciali, e come tutto ciò si riflette nei dati di bilancio e nelle grandezze utilizzate ai fini fiscali.
I due controlli da tenere sotto osservazione
Test n. 1: controllo sulle singole Attività di Interesse Generale (AIG) – art. 79 CTS co. 2, co. 2-bis
Per ciascuna AIG (ma non per i piccoli enti che possono trattarle tutte insieme congiuntamente) la regola base è che se l’attività è svolta dietro percepimento di corrispettivi o cofinanziata da contributi pubblici essa resta non commerciale quando i corrispettivi non superano i costi effettivi diretti e indiretti (logica del pareggio/costo pieno) o, se li superano, rispettano un margine di tolleranza del 6% per non oltre un triennio. Il superamento di questo test consente di considerarle tutte entrate non commerciali. Se invece le AIG generano durante l’anno margini strutturali, si devono qualificare come esercitate in forma commerciale ai fini del test n. 2.
PS: le entrate per AIG da tenere sotto controllo sono sia quelle corrispettive provenienti da privati come anche dalla PA, sia quelle per contributi pubblici non sinallagmatici ossia non corrispettivi ma che comunque le finanziano. Questi ultimi (contributi) soltanto poi, fiscalmente, saranno non imponibili se l’ente, dopo il test numero 2, conserverà la qualifica di ente non commerciale.
PS2: Il triennio si conta per anni di sforamento consecutivi: un solo anno di rientro (corrispettivi ≤ costi) azzera il contatore e fa ripartire un nuovo ciclo triennale. Attenzione però che se in un singolo anno lo sforamento supera il 6% dei costi, l’attività diventa commerciale immediatamente in quell’anno, senza alcuna tolleranza triennale, situazione da evitare assolutamente.
Test n. 2: controllo complessivo sull’ente (prevalenza: ETS commerciale vs non commerciale) art. 79 CTS co. 4
Accanto al controllo della/e AIG, esiste il secondo livello di verifica: l’ente può diventare “commerciale nel complesso” se, nel periodo d’imposta, le componenti considerate commerciali (AIG ev. ritenute commerciali + attività diverse) superano le entrate non commerciali secondo i criteri dell’art. 79 (liberalità, quote, entrate da raccolte fondi, etc.).
Un aspetto importante per gli enti che svolgono molte attività gratuite è che, in questo test complessivo, può assumere rilievo anche il “valore normale” delle prestazioni/cessioni rese con modalità non commerciali: è un meccanismo questo che consente di dare evidenza anche a ciò che non produce incassi monetari.
Controlli preventivi e monitoraggio in corso d’anno
Le regole sono articolate e possono cambiare molto in base a tipologia di ETS (APS, ODV, ecc.), struttura delle entrate, convenzioni/rapporti con PA, modalità effettive di svolgimento, etc. quindi è fondamentale analizzare adeguatamente la situazione col proprio consulente fiscale e contabile (dottore commercialista). Tuttavia qui di seguito si propongono alcune azioni di monitoraggio che può essere utile fare in autonomia e già da subito:
– Mappare attività e costi diretti: AIG / attività diverse / raccolte fondi e relativi costi direttamente afferenti
– Definire criteri di imputazione dei costi indiretti
– Attivare un controllo periodico (trimestrale/semestrale) dei margini delle AIG “a pagamento”
– Per le attività gratuite ricorrenti: decidere un metodo di valorizzazione (valore normale) e archiviare le evidenze
– Verificare presenza ed entità di ev. attività diverse (quindi non di interesse generale)
– Fare un “pre-consuntivo” a ottobre/novembre per eventualmente correggere la rotta prima della chiusura dell’anno.
Principali tipologie di entrata
Le principali entrate in bilancio di un ETS possono essere catalogate in 4 tipologie
A. Entrate per servizi resi a soggetti privati (quindi tipicamente per AIG o per attività diverse come ad es. sponsorizzazioni e altri servizi resi attraverso emissione di fattura)
B. Entrate per servizi resi a soggetti pubblici (quindi PA ad esempio attività per ente comunale); in questi casi l’ente locale è committente di un servizio che gli viene regolarmente fatturato.
C. Entrate per contributi PA non legate a specifici concerti ma per attività svolta, e magari dietro rendicontazione, come i contributi FUS o regionali per attività culturali; in questo caso l’ente pubblico non commissiona servizi ma finanzia o cofinanzia l’attività reputandola meritevole di contribuzione
Sono generalmente fuori campo iva ma in alcuni rari casi viene comunque richiesta, in maniera formalmente impropria, l’emissione di fattura.
D. Entrate per contributi e liberalità da enti privati, non sono legate a prestazioni corrispettive ma a libera decisione di chi dona o contribuisce, e sono pertanto fuori dal campo iva e mai documentate da fatture
Appunti da webinar aprile 2026 su fiscalità Terzo settore con Agenzia Entrate
Mercoledì 22 aprile 2026 si è tenuto il webinar “La nuova fiscalità del Terzo settore”: un dialogo con il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, che ha approfondito le principali novità del regime fiscale previsto dal Codice del Terzo settore e risposto a quesiti e dubbi di natura interpretativa.
https://www.forumterzosettore.it/2026/04/15/il-22-aprile-webinar-sulla-fiscalita-del-terzo-settore-con-lagenzia-delle-entrate/